La storia dell’olio d’oliva è strettamente intrecciata a quella delle grandi civiltà del Mediterraneo. Le prime coltivazioni di olivo risalgono a oltre 6000 anni fa in Medio Oriente, in territori oggi corrispondenti a Siria, Palestina e Iran. Da lì, l’ulivo si diffuse progressivamente in tutto il bacino mediterraneo, trovando nelle coste italiane, greche e spagnole il suo habitat ideale.
Gli antichi Greci consideravano l’olio un dono divino: secondo la mitologia, la dea Atena piantò il primo ulivo sull’Acropoli, donando così agli uomini un alimento sacro e una fonte di ricchezza. Per i Romani, l’olio era indispensabile nella vita quotidiana: usato in cucina, nelle terme per massaggi e trattamenti di bellezza, e perfino come combustibile per le lampade ad olio.
Durante il Medioevo, l’olivicoltura sopravvisse grazie al lavoro dei monaci benedettini e cistercensi, che nei loro conventi coltivavano gli uliveti e tramandavano le antiche tecniche di estrazione.
Nel Rinascimento, l’olio d’oliva acquisì un valore ancora più alto, diventando simbolo di raffinatezza e benessere. Da allora, la cultura dell’olio è stata sempre più valorizzata, fino ai nostri giorni, dove rappresenta non solo un elemento imprescindibile della dieta mediterranea ma anche un prodotto d’eccellenza per la nostra salute.